Pianeta Terra: impossibile comunicare

A casa, 3 luglio 2020

In questi giorni non mi capisce nessuno, nemmeno la gatta. Parlo, ma le mie parole vengono fraintese, eppure non mi sembra di usare l’arabo! Cerco sempre di non ferire le persone anche quando mi dicono cose a cui vorrei replicare con un sereno “vaff***” e piuttosto mando giù e cerco di essere accomodante. Ma quando si tratta di me, nessuno sembra far caso alle parole che usa. Non ne posso più, a volte vorrei mandare tutti a quel paese!

Il primo degli assiomi della comunicazione individuato da Paul Watzlawick (uno dei maggiori esponenti della psicoterapia sistemica) dice: “non si può non comunicare”. 

Ciò significa che parole, silenzi o comportamenti hanno valore di messaggio e pertanto influenzano le nostre interazioni.
A volte però, come ci riporta Andrea, possiamo avere la sensazione di non essere compresi e che ciò che diciamo sia frainteso.

Per noi è importante che gli altri accolgano le nostre emozioni o i nostri bisogni, ma quando questo non accade, cosa possiamo fare? Abbiamo due possibilità: pensare che siamo circondati da persone insensibili ed egoiste che non ci vogliono capire o possiamo iniziare a valutare l’ipotesi che ci sia anche una parte di nostra responsabilità.

Prima di tutto, sappiamo cosa vogliamo comunicare? Siamo sufficientemente chiari nel farlo? O ci aspettiamo che gli altri riconoscano le nostre emozioni solo perché ci conoscono, quasi come se ci dovessero leggere nella mente?
Per rispondere a queste domande dobbiamo considerare un aspetto fondamentale della comunicazione efficace: l’assertività, ovvero la capacità di esprimere in modo chiaro e adeguato le proprie emozioni e opinioni senza offendere né aggredire l’interlocutore.
Questo non è sempre facile, soprattutto quando i comportamenti degli altri, in modo consapevole o meno, suscitano in noi sentimenti spiacevoli.


Per essere assertivi dobbiamo utilizzare il “Messaggio Io” cioè esprimere i nostri sentimenti verso una situazione che ci ha creato disagio senza manifestare giudizi sull’altro, ma solo puntando l’attenzione su noi stessi. Spesso infatti quando utilizziamo il “Messaggio Tu” ad esempio utilizzando frasi come “è colpa tua se sto così”, “non mi ascolti”, etc…si rischia di sommare il proprio fastidio a quello dell’altro con il rischio che lui/lei sentendosi attaccato porrà in essere atteggiamenti difensivi e una chiusura della comunicazione senza la possibilità di creare un confronto aperto costruttivo.


Cambiare modo di comunicare non è facile da soli, se nessuno ce lo fa notare. Tuttavia nel momento in cui percepiamo che il nostro stare in relazione sia negativamente condizionato dal fatto che non ci sentiamo compresi, possiamo rivolgerci ad uno specialista che ci aiuti a far riflettere sulle nostre modalità comunicative.