Mamma può farsi un weekend sola?

Cortile, 16 ottobre 2020

Oggi mentre compievo una delle attività che più odio (buttare la spazzatura) ho incontrato Rosanna, la mia vicina di casa.  E’ una ragazza che stimo molto soprattutto perché oltre ad avere un marito e un cagnolino stupendo ha ben 4 figliOgni volta che ci incrociamo mi racconta qualche aneddoto sulla sua famiglia e a volte mi da’ degli spunti di riflessione interessanti.

Ad esempio oggi mi parlava di quanto le piacerebbe regalarsi per i suoi 40 anni un bel weekend da sola, ma mentre da un lato la voglia di farlo è tantissima, dall’altro si sente in colpa nei confronti della sua famiglia. Senza contare l’ansia che le viene a pensare cosa direbbe la gente se lo sapesse (madre snaturata, cosa fai i figli se poi non li curi, ecc).

Così ho pensato: ma fino a che punto deve coincidere l’essere mamma con l’essere semplicemente una persona con le sue passioni e perché no, il bisogno di staccare la spina ogni tanto?

Ma come faccio con i bambini?”

Quante volte le mamme hanno pronunciato questa frase in risposta a un invito per una cena fuori solo donne o per una proposta di weekend senza la famiglia?

Dall’esterno può sembrare paradossale. Mamme che nella stessa giornata riescono a incastrare lavoro, scuola, pediatra, spesa, ginnastica artistica per la primogenita, calcio per il fratello, ecc., di fronte alla possibilità di un momento per sé vanno in crisi.

Molte volte, come dice Rosanna, l’origine di tale crisi si trova nel senso di colpa, ovvero quel sentimento della coscienza che segnala un disagio per aver commesso un’azione che infrange il nostro codice etico, morale, familiare. Ci sentiamo cattivi, inadeguati, fintanto che non mettiamo in moto un comportamento riparatore. Questo meccanismo, fondamentale per sviluppare l’empatia, il senso di responsabilità e per guidarci quando stiamo superando il limite, può trasformarsi in una profonda angoscia legata alla convinzione di essere inidonei, inferiori, sbagliati. Spesso per acquietare il senso di colpa il comportamento più diffuso è l’evitamento: se non esco con le amiche nessuno può dirmi nulla.


Se questa scelta viene fatta con la consapevolezza che sia la migliore per se stesse, potete fermarvi qui a leggere l’articolo.

Se invece si compie questa scelta, perché “poi i bimbi oggi non li vedo” o “come fanno se si svegliano di notte e io non ci sono” o “cosa dirà la gente” fermatevi e pensate che oltre alla dimensione mamma, ogni donna ha altre sfaccettature, ognuna con le proprie esigenze e bisogni.

Soddisfare anche queste esigenze, dedicarsi del tempo è come fare un investimento economico: magari inizialmente sarà necessario sopportare qualche disagio (il broncio o il piagnisteo del figlio, o della nonna che ti guarda male perché tu esci mentre lei sta a casa con i tuoi figli), ma in poco tempo si può guadagnare in serenità, rilassatezza, soddisfazione personale che inevitabilmente avranno degli effetti positivi anche in ambito familiare e con gli stessi figli. Ovviamente come ogni investimento va bilanciato e calibrato sulla base della propria realtà.


Per rispondere ad Andrea direi che sì anche le mamme possono avere le loro passioni, ma queste possono essere soffocate dal timore del giudizio altrui, dai condizionamenti culturali, dal timore di sbagliare. Quando il peso di tali pensieri diventa soffocante e insopportabile allora è necessario interrogarsi sulla loro stessa origine e autorizzarsi a pensare che le donne mamma meritano spazi e attenzioni, prima di tutto dati da loro stesse.