Consigli non richiesti: posso difendere la mia autostima?

Devi fare così, mi raccomando compra questo, ma sarai all’altezza?

Quante volte per ogni cosa ci sentiamo porre queste domande? Che sia quando dici che compri casa o che adotti un gatto o che aspetti un figlio, le persone sono sempre lì per darti consigli non richiesti o a dirti che tanto troverai mille difficoltà. Bene, ragazzi vi svelo un segreto? Lo so già che avrò mille difficoltà e che magari sto facendo la scelta peggiore della mia vita, non ho bisogno delle vostre ansie. Ma ovviamente non posso rispondere così, mi limito a ringraziare, sorridere e annuire, anche se dentro vorrei urlare.

Come gestire questa situazione?

“Che peccato che gli esseri umani non possano scambiarsi i problemi. Tutti sembrano sapere esattamente come risolvere quelli degli altri”(OLIN MILLER)
Effettivamente quando si assiste a certe conversazioni tra amici, genitori- figli, coniugi, non possiamo che dare ragione a Miller: ci sono persone che sembrano sempre sapere cosa si debba e non si debba fare, quale sia la soluzione migliore…per la vita dell’altro.
I consigli quando sono richiesti sono effettivamente molto utili per prendere coscienza di possibili soluzioni a cui non si aveva pensato. Il problema si genera quando i consigli non sono richiesti e vengono dispensati a persone che stanno attraversando fasi delicate e critiche della propria vita.

In questo caso chi li riceve, spesso, non presta neanche attenzione al contenuto del consiglio in sé, ma quello che viene recepito in maniera preponderante è l’aspetto giudicante elargito attraverso il parere altrui. Sia che questo venga espresso in forma esplicita: “ Io al tuo posto farei cosi… ”, o più ambigua : “ma hai pensato bene a cosa vai incontro? Non potrai fare più questo, né quello…”

Il messaggio che possiamo ricevere è “se non fai, non sei” con importanti ripercussioni per la nostra autostima e con il rischio di andare ad alimentare condizione depressive, ansiose, di inettitudine.

Purtroppo è difficile evitare del tutto i dispensatori di consigli. Credo che ognuno di noi, durante il corso della propria vita abbia avuto un parente, un amico, un collega che sapeva sempre cosa sarebbe stato giusto fare in una situazione analoga alla nostra.

Per questo è importante imparare a tutelarsi.

I consigli non richiesti che fanno più male sono quelli dati da chi si giustifica dicendo che lo fa per il nostro bene, perché vuole evitare che soffriamo o che appesantiamo una situazione già difficile.

E’ bene ricordare che queste persone, con le quali il legame è talmente intenso che se non accettiamo il consiglio rischiamo di sentirci in colpa, ci stanno dicendo cosa va bene per loro, per le loro vite. E’ il frutto della loro esperienza, ma noi siamo diversi e per tale ragione potremmo dover muoverci in modo differente.
È solo provando a sostenere le nostre scelte che possiamo prendere coscienza delle nostre risorse e dei nostri limiti, fondamentali per la costruzione dell’identità e dell’autostima personale.
Ai dispensatori di consigli possiamo quindi ricordare che: chi prova ad aiutare una farfalla ad uscire dal suo bozzolo, la uccide; chi prova ad aiutare un germoglio ad uscire dal suo seme, lo distrugge . Spesso è più utile fermarsi a guardare, aspettare e intervenire solo in caso di pericolo e necessità.